CAMBIAMENTO AL VERTICE DELLA GUARDIA DI FINANZA
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Il 16 ottobre 2003
nella Caserma “Piave”, sede del Comando Generale
della Guardia di Finanza, si è svolta una solenne cerimonia
militare di cessione e di assunzione del comando della Guardia
di Finanza tra il Gen. C.A. Alberto Zignani ed il Gen. C.A.
Roberto Speciale.
Noi soci dell’A.N.F.I.
siamo molto riconoscenti al Gen. C.A. Zignani anche perché
nel suo discorso di commiato, nel salutare e ringraziare le
più alte Autorità istituzionali ed in particolare
il Ministro dell’Economia e delle Finanze, nonché
tutti gli appartenenti al Corpo ed al COCER, ha voluto ringraziare
“l'Associazione Nazionale Finanzieri e al suo Presidente,
per la dedizione, l'equilibrio e, al tempo stesso, la determinazione
con cui hanno saputo consolidare il rapporto tra Guardia di
Finanza e società”.
Al nuovo Comandante
Generale, Gen. C.A. Speciale, esprimiamo i più sentiti
e fervidi auguri di buon lavoro.
Discorso
di commiato del Comandante Generale
della Guardia di Finanza
Gen. C .A. Alberto Zignani |
“Ufficiali, Ispettori,
Sovrintendenti, Appuntati, Finanzieri e Allievi in servizio
e in congedo, Autorità.
Lascio oggi, dopo due
anni e mezzo, il comando della Guardia di Finanza e, nel contempo,
anche il servizio attivo.
La mia vita in uniforme
ebbe inizio il 16 ottobre 1952, esattamente 51 anni fa, quando,
appena quattordicenne, varcai la soglia della Scuola Militare
Nunziatella. Avevo allora negli occhi un' Italia sconfitta,
piena di macerie e di dolore, nuovamente esposta alla minaccia
di un conflitto. Portavo nel cuore l'esempio che mio Padre
mi aveva lasciato di come un buon cittadino debba saper servire,
se e quando necessario, anche fino all'estremo sacrificio,
la propria Patria. Avevo nella mente la determinazione a cercare
di orientare la mia vita nella stessa direzione e di porla
interamente al servizio del mio Paese.
Oggi, dopo oltre mezzo
secolo, lascio il servizio in un'Italia incommensurabilmente
più forte, ricca, sicura di quella di allora e con
l'intima soddisfazione di aver potuto contribuire direttamente
a garantire quella sicurezza senza la quale tutto ciò
non sarebbe stato possibile. E ho potuto offrire il mio contributo
come avevo sognato di poterlo dare: senza riserve, senza compromessi,
con la massima trasparenza e dignità, ponendo sempre
le esigenze generali al di sopra delle mie personali. Lascio,
quindi, il servizio serenamente e con la convinzione di essere
stato un buon servitore dello Stato.
Tutto questo ha naturalmente
comportato molti sacrifici che non avrei potuto affrontare
se non avessi avuto al mio fianco anzitutto mia moglie e poi
i miei figli che, condividendo con me l'intima soddisfazione
di donarsi al servizio della collettività nazionale,
hanno sempre sostenuto le mie scelte, anche le più
difficili.
Di questo e di molto altro desidero oggi, qui, pubblicamente
ringraziarli.
Ma un ringraziamento
altrettanto sentito desidero rivolgere ai miei Comandanti
e alle Autorità di Governo che via via, nel tempo,
hanno dimostrato fiducia in me, affidandomi incarichi e responsabilità
sempre crescenti. Vorrei qui ricordare soltanto gli incarichi
più impegnativi che mi sono stati affidati: da Colonnello
il comando del Reggimento Artiglieria a Cavallo di Milano,
il reggimento più prestigioso dell'Artiglieria italiana,
da Generale di Brigata il comando della Brigata "Aosta"
in Sicilia, da Generale di Divisione il comando dell'Accademia
Militare di Modena e, infine, da Generale di Corpo d'Armata
prima, per 4 anni e mezzo, l'incarico di Segretario Generale
della Difesa e Direttore Nazionale degli Armamenti e, poi,
quello attuale di Comandante Generale della Guardia di Finanza.
Ed è oggi appunto
di fronte a uno schieramento di uomini e donne della Guardia
di Finanza che mi congedo. E, nel farlo, non posso non esprimere
l'intima e profonda soddisfazione di aver avuto il privilegio
di concludere la mia vita militare al comando di un'Istituzione
fondamentale del nostro Paese. Un'Istituzione solida, affidabile,
servita da uomini e donne professionalmente preparatissimi,
animati da alto senso dello Stato e spirito di servizio, capaci
di racchiudere in una particolarissima sintesi - che è
propria della storia di questo glorioso Corpo - i valori della
militarità e quelli della legalità. Un'Istituzione
che ci è apertamente invidiata all'estero e che è
quotidianamente protesa alla ricerca di una maggiore efficienza,
di un maggior dinamismo, di una accresciuta capacità
di aderire alle mutevoli esigenze della Nazione e delle Autorità
di Governo.
Quando, due anni e mezzo
fa, ho assunto il comando del Corpo, erano appena stati approvati
i provvedimenti legislativi che ne ridisegnavano la struttura
organizzativa e, soprattutto, ne riconfiguravano la missione
istituzionale. La trasformazione era talmente radicale che
gli stessi appartenenti al Corpo guardavano al futuro non
senza una certa preoccupazione. Ma, grazie all'appassionato
e competente impegno delle Fiamme Gialle, molta strada è
stata fatta, da allora, nella direzione indicataci. Prospettive
e progettualità che due anni fa erano ancora appena
ipotizzate, ora sono una realtà importante e impegnativa.
La Guardia di Finanza si è pienamente confermata e
consolidata nel suo ruolo di polizia economica e finanziaria
a tutela del bilancio dello Stato, degli Enti locali, dell'Unione
Europea e dell'economia legale nel suo complesso. Le strategie
operative - in piena sintonia con le indicazioni del legislatore
e le esigenze del Paese - hanno impresso il massimo impulso
all'azione di contrasto agli illeciti in materia di spesa
pubblica.
Impossibile qui dettagliare
i provvedimenti concreti che sono stati presi per ottenere
tutto questo. Così come non è possibile elencare
gli sforzi che sono stati necessari sul versante dell'addestramento
e della formazione: dirò soltanto, a titolo di esempio,
che proprio in questi giorni sono all'esame del Consiglio
di Stato i regolamenti completamente rinnovati dell'Accademia
e della Scuola di Polizia Tributaria, i due Istituti che sono
la punta di diamante del Corpo.
Un processo così
impegnativo non poteva inoltre prescindere da una più
accentuata attenzione nei confronti del personale. E così,
per esempio, sono state rinnovate e rese pienamente trasparenti
le procedure relative ai trasferimenti, affinché ciascuno
possa direttamente e personalmente prendere conoscenza del
criterio di ponderazione delle proprie esigenze con quelle
dei colleghi e dell'Amministrazione. E per analoghi motivi
è stato avviato anche un programma di attenzione nei
confronti delle famiglie dei nostri Caduti in servizio, affinché
sempre concreta e tangibile sia per esse la vicinanza della
Guardia di Finanza e dello Stato.
Questi e molti altri
sono stati i progetti avviati nello scorso biennio a testimonianza
di una vitalità del Corpo che credo abbia ben pochi
altri esempi fra le istituzioni dello Stato. Di questo desidero
dare pienamente atto a tutti gli appartenenti al Corpo, ringraziandoli
per la lealtà e la professionalità con la quale
hanno corrisposto alla mia azione di comando.
Con pari sentimenti
di gratitudine desidero ringraziare il Capo dello Stato, il
Parlamento, il Governo, le Istituzioni che ci hanno compreso,
ascoltato, rispettato e, in particolare, il Ministro dell'Economia
e delle Finanze dal quale ho avuto sempre sostegno, comprensione,
indirizzo chiaro, rigoroso,
istituzionale, nell'assoluto rispetto di funzioni e ruoli.
Una parola di ringraziamento
e di elogio desidero rivolgere ai due COCER che si sono succeduti
durante il mio mandato, per la professionalità, la
serietà, l'impegno, la compostezza con cui hanno svolto
il loro ruolo a tutela del personale.
Un ultimo ringraziamento,
infine, all'Associazione Nazionale Finanzieri e al suo Presidente,
per la dedizione, l'equilibrio e al tempo stesso, la determinazione
con cui hanno saputo consolidare il rapporto tra Guardia di
Finanza e società.
Ufficiali, Ispettori,
Sovrintendenti, Appuntati, Finanzieri, Allievi, Autorità,
Signor Ministro, nel congedarmi dal comando della Guardia
di Finanza e dal servizio attivo rivolgo il mio ultimo saluto
alla Bandiera del Corpo, simbolo tangibile dell'identità
nazionale e dei sacrifici che migliaia e migliaia di uomini
con le Fiamme Gialle hanno compiuto, in pace e in guerra,
dall'Unità d'Italia ad oggi, per consentire a noi di
vivere in un Paese libero, democratico, fra i più sviluppati
e rispettati del mondo. Nella Bandiera italiana è racchiuso
il senso di tutta la mia vita: ad essa mi inchino ed è
con profonda emozione che mi accingo ad affidarla nelle mani
capaci e sapienti del Generale Roberto SPECIALE. Un Ufficiale
che conosco e stimo da molto tempo e che - ne sono certo -
saprà portare la Guardia di Finanza a livelli di efficacia
operativa ancora maggiori per la gloria del Corpo e l'interesse
della Nazione.
Uomini e donne della
Guardia di Finanza, con questi sentimenti io mi congedo da
voi. Siate sempre fieri di portare le stellette. A voi tutti
l'augurio di saper essere sempre di esempio a tutti i cittadini
e di saper sempre porre innanzi a qualunque altra cosa l'interesse
della nostra Istituzione, dell'Italia e dell'Europa.
Alle vostre famiglie,
che vi hanno sostenuto nelle quotidiane rinunce e nei frequenti
sacrifici, il mio più sincero, sentito, affettuoso
augurio di ogni bene.
A tutti coloro che sono
intervenuti a questa cerimonia, Autorità, colleghi
e amici, un grazie di cuore.
A Roberto SPECIALE,
buona fortuna. Viva la Guardia di Finanza! Viva l'Italia!”
Discorso d'insediamento
del Comandante Generale
della Guardia di Finanza
Gen. C.A. Roberto Speciale |
“Autorità,
Illustri Predecessori, cari miei ex Comandanti e Maestri,
Ufficiali, Ispettori, Sovrintendenti, Appuntati e Finanzieri,
Gentili Ospiti!
Assumo oggi con orgoglio
ed al contempo, con consapevole umiltà l'incarico di
Comandante Generale della Guardia di Finanza.
Sono profondamente grato
al Governo ed a Lei, Signor Ministro dell'Economia e delle
Finanze per la fiducia accordatami, che onorerò dedicando
ogni risorsa all'esercizio delle responsabilità che
mi attendono.
Saluto con deferenza
il Capo dello Stato e mi inchino riverente alla nostra Bandiera,
simbolo ideale e custode delle tradizioni del Corpo e testimone
silente della dedizione di quanti hanno servito l'Istituzione
con onore, talvolta anche con il sacrificio della vita.
Un pensiero commosso
rivolgo ai nostri Caduti e alle loro famiglie e agli Invalidi
ed ai Decorati per l'adempimento del dovere. Essi hanno offerto
esempi mirabili di dedizione e dignità, edificando
un patrimonio morale e spirituale che esalta, commuove ed
impone di perpetuare i valori con la nostra quotidiana e leale
operosità.
Il mio caloroso ed affettuoso
saluto porgo a Voi tutti, Finanzieri di ogni ordine e grado,
ovunque in servizio nelle regioni d'Italia e fuori dai confini
della Patria, agli Organi della Rappresentanza Militare ed
ai veterani dell'Associazione Nazionale.
Un sentito ringraziamento
per il proficuo lavoro svolto, anche a nome di tutto il Corpo,
porgo al Generale Alberto Zignani, cui mi lega un'antica amicizia
ed al quale esprimo, ancora una volta, sentimenti di profonda
stima e considerazione ed auguro buona fortuna!
Ed infine un riconoscente saluto a tutte le città d'Italia
che ospitano in fraternità e con piena coscienza della
validità della loro funzione i Reparti del Corpo.
Solo poche parole per
delineare i principi generali cui intendo ispirare le mie
attività di indirizzo, direzione e controllo: l'ubi
consistam, cioè, della funzione che sono stato chiamato
ad assolvere.
Per formazione, carattere
ed intima convinzione ho sempre considerato e considero la
responsabilità del comando un binomio inscindibile
con lo spirito di servizio. Solo così, infatti, essa
diventa missione, tensione ideale, motivazione, dedizione
e sacrificio.
In particolare, per
l'esercizio di tale responsabilità, ho sempre privilegiato
un approccio scientifico e manageriale quale telaio metodologico
per l'assunzione di decisioni eque e lungimiranti, soprattutto
in materia di organizzazione, formazione e valorizzazione
professionale.
Adempirò ai miei
doveri con il rigore e l'impegno necessari a rendere effettivo
il quadro di coerenza degli obiettivi di efficienza nell'uso
delle risorse, di efficacia nell'assolvimento dei compiti
istituzionali e di qualità nelle condizioni di benessere
del personale.
Tali condizioni dovranno
tendere sempre più al completo sviluppo delle motivazioni
di ciascuno ed al continuo rinnovarsi dell'orgoglio di appartenere
alla Guardia di Finanza.
Opererò per "rinnovare,
conservando" la Guardia di Finanza; per modernizzarla,
preservandone la condizione; per esaltarne vocazioni e prospettive,
in saldo ancoraggio alle regole, ai valori essenziali ed alle
sue nobili tradizioni.
Per realizzare ciò,
potrebbe anche essere necessario rivisitare responsabilmente
talune articolazioni della struttura organizzativa del Corpo,
al solo scopo, comunque, di migliorarne l'operatività,
eliminando aree di minimalismo ed ogni possibile ridondanza,
duplicazione, sovrapposizione od asimmetria.
A tal fine, molto confido sull'azione propulsiva dello "Stato
Maggiore", di cui ho sempre esaltato filosofia e centralità.
E molto confido, altresì,
sulle capacità della nostra classe dirigente di saper
essere leale "esempio" per tutti e di saper rinnovare
ogni giorno nobilmente la matura adesione allo spirito di
servizio che deve caratterizzare l'esercizio di ogni funzione.
E molto confido, inoltre,
sullo stimolante e sinergico contributo di suggerimenti e
proposte da parte degli Organi della Rappresentanza Militare,
istituto cui credo e dal quale ho sempre avuto preziosa collaborazione
in quanto costituirà sostegno imprescindibile e costante
punto di riferimento per le mie decisioni.
Per quanto riguarda
segnatamente il settore del personale, agirò in costante
ed affettuosa vicinanza con voi tutte Fiamme Gialle, impegnandomi
a garantire le condizioni per la sana affermazione del Vostro
essere, per lo sviluppo dei Vostri talenti, con scrupolosa
attenzione verso i Vostri problemi personali e familiari.
Su tutto, il "culto"
dei valori, della legalità e delle norme che la regolano,
quale patrimonio condiviso della nostra identità.
"Culto" non
per enfasi, ma per sottolineare un "quid pluris",
per esplicitare il "valore sacrale" che ha sempre
assunto per me il rispetto delle regole e delle procedure,
soprattutto in materia di disciplina, competenze
funzionali, avanzamento ed impiego.
Rispetto che non può
tradursi e non si tradurrà in mero dato formale, ma
dovrà essere tangibile e guidare l'esercizio quotidiano,
"normale" di tutti i doveri, anche di quelli più
elementari e solo apparentemente meno importanti.
Sempre ed ovunque, a
qualsiasi livello di responsabilità. Fiamme Gialle:
è oggi un momento delicato, per l'Italia e per l'Europa,
nel quale il Corpo è chiamato ad impegnarsi da protagonista
ed a trovare risposte pronte ed adeguate a sfide sempre più
emergenti, soprattutto nel campo economicofinanziario, sociale
e della sicurezza.
E' un passaggio che
postula impegno, creatività e decisione negli sforzi.
Tanti e complessi saranno
i problemi con i quali potremmo essere chiamati a misurarci.
Problemi da affrontare
con determinazione, equilibrio, orgoglio della nostra peculiare
identità e, soprattutto, con partecipe attenzione alle
istanze condivise delle nostre libere istituzioni e della
nostra matura società civile.
Solo così saremo
in grado di assicurare alla nostra azione concretezza ed efficacia,
realizzando ad ogni livello l'indispensabile collaborazione
con tutte le Istituzioni dello Stato, in piena osmosi di idee
e di finalità, nel superiore interesse generale della
nostra Patria.
Sono sicuro di poter
contare sulla generosa e convinta partecipazione di tutte
le Fiamme Gialle, cui offro da ora e sempre incondizionata
dedizione.
Guardiamo insieme al
futuro con rinnovata fiducia ed ottimismo!
Questi i miei palpitanti
e garanti sentimenti nell'assumere l'impegno della Vostra
guida e della Vostra tutela!
Iddio ci protegga e
ci illumini nel nostro diuturno operare! Viva la Guardia di
Finanza!
Viva l'Italia!”
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